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16 Maggio 2012
Per noi amanti delle due ruote non è una sorpresa veder attribuire a Roma la maglia nera 2012 del "Giretto d'Italia", il campionato di ciclabilità urbana promosso da Legambiente, Fiab e Cittainbici che si è svolto in 24 città italiane. Ovviamente il confronto con le città del nord (Trento 55% , Schio 73%) è imbarazzante (noi 3,8%).
Manca una cultura di mobilità e il potere politico è completamente disinteressato alla questione. Il piano quadro della ciclabilità approvato il 24 aprile u.s. dall’assemblea capitolina (1000 chilometri di piste ciclabili entro il 2020, con un investimento complessivo di 170 milioni di euro) arriva dopo anni di ritardo e, soprattutto, alla scadenza dei questa consigliatura. In poche parole acqua fresca.
Un vero peccato che la classe politica non ritenga necessario investire sulla mobilità ecosostenibile. Si spendono 15,3 milioni di euro per 240 metri di ponte (63.750 euro a metro) e non si hanno notizie del bando per il bike sharing emanato alla fine del 2011.
Mentre le amministrazioni di New York, Copenaghen e Londra hanno investito risorse ingenti per aumentare la ciclabilità delle loro città noi stiamo a ragionare sul 3,8% di spostamenti in bicicletta.
Non dimentichiamoci che sul totale di vittime della strada il 50% è costituito da pedoni e ciclisti: a Roma muore un ciclista a settimana!
Pedalare a Roma è un’avventura.










